Top 7 citazioni al Giappone e cultura nipponica nei Simpson

L'amore degli autori dei simpson per il Giappone è noto, vediamo insieme le 7 migliori citazioni della famiglia gialla al mondo nipponico

Sono ormai più di trent'anni che i Simpson (disponibili in streaming su Disney+) ci tengono compagnia. Io, come  tanti altri, quando eravamo pischelli puntualmente a pranzo finito, dopo una puntata di Dragon Ball mi gustavo due puntate della famiglia gialla e lo facevo con calma perché sapevo che finite quelle ci toccava filare a fare i compiti.

I Simpson sono veramente un enciclopedia di citazioni a mondi e culture, viste ovviamente dalla prospettiva americana, e spesso molto stereotipate.

Tuttavia quando viene citato il mondo nipponico viene fatto spesso con grande cura e attenzione.

Basti pensare che tutti i personaggi che parlano giapponese nei Simpson parlano un giapponese vero e corretto, mentre nonostante le tante citazioni alla cultura italiana, non c'è mai un personaggio che non parli italiano in maniera stereotipata, sembrando Super Mario.

Immergiamoci dunque in questa speciale classifica delle migliori citazioni e omaggi che Matt Groening e soci nel corso di trenta e passa anni hanno fatto al Giappone e alla sua cultura.

prima di cominciare, come sempre vi invitiamo a dare un'occhiata alle altre interessanti classifiche pubblicate di recente sul nostro sito:

7 - Il ristorante giapponese

Siamo nella stagione 2, l'episodio è il numero 11. è il 1991 e la cultura del cibo etnico in America esiste già da un po', nonostante un certo scetticismo. In Italia a quell'epoca solo poche fortunate persone invece potevano dire di aver mai mangiato sushi.

Al giorno d'oggi sia da questo lato che dall'altro dell'atlantico ormai la cultura del cibo etnico è molto diffusa, al punto che nei vari ristoranti è difficile trovare personale veramente originario del posto da cui dovrebbe provenire il cibo.

Da noi per esempio i ristoranti Giapponesi, specialmente gli all you can eat, sono gestiti spesso da cinesi o addirittura italiani.

Negli anni '90 invece, in America questi posti erano principalmente un punto di ritrovo per gli stranieri residenti lì che avevano nostalgia del loro cibo e delle loro abitudini, per cui erano non solo gestiti da stranieri, ma frequentati da stranieri.

Ecco spiegato il perché dell'iniziale reticenza di Homer alla proposta di lisa di andare a mangiare sushi. L'americano medio era molto scettico non solo perché si trovava a mangiare qualcosa di nuovo, ma si trovava immerso in un piccolo mondo diverso.

Ed è proprio quello che succede, il ristorante giapponese "The happy sumo" è proprio un mondo diverso e i Simpson improvvisamente si trovano catapultati in Giappone.

Ad Homer a breve viene un'infarto nell'essere accolto con un "irashaimase!" che in giapponese è la classica formula di benvenuto ai clienti quando si entra in un negozio.

Se entrate in un negozio giapponese e lo fate con aria distratta potreste anche voi essere colti di sorpresa, quasi spaventati da questo saluto improvviso, che tuttavia è usanza comune.

Homer infatti replica a suo modo con un "Buonasera!" urlato quasi per ripicca facendo spaventare i poveri camerieri e cuochi. Una gag simpatica che ci mostra però quanto possano essere forti anche le differenze culturali che a noi sembrano piccole.

Successivamente però i Simpson mostrano di superare il loro iniziale scetticismo. Homer che prova il sushi tappandosi il naso, poi finisce per ordinare tutto il menù, e Bart e lisa si trovano a cantare al karaoke, altra attività tipicamente nipponica.

I Simpson erano comunque agli inizi, la loro comicità era più incentrata sulla satira e meno sull'umorismo un po' più spinto al quale ci ha abituato nelle stagioni successive.

In ogni caso lo spaccato sulla cultura Nipponica offerto dal ristorante Giapponese in questa puntata è accurato e l'umorismo non è mai esagerato o grottesco e non scade nel parodico.

6 - Homerzilla

Nel quinto episodio della stagione 27, il ventiseiesimo speciale di Halloween, il secondo dei tre spezzoni che di solito compongono questi speciali è dedicato a Godzilla.

O meglio, più che dedicato è una parodia ma che alla fine ha lo scopo di parodiare più che il film in se, l'attitudine delle case cinematografiche americane a fare remake su remake di classici, spesso rovinando anche l'aura e l'atmosfera sacra che coinvolge l'originale.

Questa parodia comincia infatti come un film in bianco e nero, quindi il riferimento è evidentemente alla prima versione giapponese di Godzilla. Un nonno Simpson versione nipponica offre ogni giorno una ciambella all'oceano e viene preso in giro da tutti.

La sua spiegazione è che se non lo facesse il mostro che vive sott'acqua si risveglierebbe. Un giorno lui muore e come da previsione il mostro si risveglia. Così un Homer con le sembianze da mostro comincia ad attaccare e distruggere il villaggio giapponese.

L'episodio si conclude con una troupe che guarda questo film e vuole farne un remake, che però poi risulta fallimentare e sono costretti a scaricare in mare le pellicole. Un mostro viene svegliato dal barile di metallo con le pellicole e appare un messaggio: Godzilla tornerà appena le persone si saranno dimenticate dell'ultimo (film).

L'intero breve spezzone ha chiaramente un'intento satirico nei confronti della produzione seriale cinematografica. Godzilla infatti conta ben 32 film ufficiali tutti prodotti dalla Toho, e che sono addirittura divisi in ere, in base all'epoca nella quale sono usciti in Giappone.

Lo sguardo qui non è solo critico nei confronti della serializzazione e dell'abitudine a mungere sempre la stessa vacca, ma anche dell'appropriazione e occidentalizzazione di prodotti asiatici.

 

Godzilla infatti, nella sua primissima apparizione nel 1954 doveva essere un prodotto che andasse contro la guerra nucleare. Il mostro infatti nel primo film nasce proprio come conseguenza delle radiazioni dei bombardamenti nucleari.  L'intento era metaforico quindi, ovvero descrivere le conseguenze mostruose che può avere l'esplosione della bomba atomica.

Risulta quindi paradossale che già nella primissima versione sia stato adattato per il mercato occidentale, dato che le bombe atomiche erano state sganciate qualche anno prima sul Giappone proprio dall'America.

Così alla fine Godzilla ha perso il suo senso originale, ed è diventato uno dei tanti mostri e villain nel panorama del cinema, che la gente sa essere nato in Giappone per qualche motivo, ma che ormai si è trasformato in un prodotto seriale quasi occidentale.

5 - I Simpson versione anime

Simpson

Nel venticinquesimo speciale di halloween, il quarto episodio della stagione 26, i Simpson hanno a che fare con i fantasmi del loro passato... letteralmente. Infatti la famiglia ha a che fare con i fantasmi della loro versione passata, cioè l'edizione del 1987.

In un episodio che rompe la quarta parete come fosse un grissino, la famiglia gialla si trova confusa tra passato e presente, tra i fantasmi di una versione di loro animata male e quelli della loro versione presente.

Cosa c'entra questo con il Giappone vi starete chiedendo? Alla fine dell'episodio lisa chiede "



ma quindi se c'è un'altra versione di noi, significa che potenzialmente ce ne sono infinite?"

Basta questa frase a dare il via ad una sfilata di Simpson disegnati in stili e modi diversi, tra i quali troviamo i Simpson in versione anime, che omaggiano i più famosi personaggi dell'animazione giapponese.

 

 

 

Come potete vedere dall'immagine e probabilmente avrete già indovinato tutti i personaggi, appaiono:

  •  Zoro di  “One Piece” (Homer)
  • Naruto (Bart)
  • Mikasa di “Attack on Titan” (Lisa),
  • Pikachu da i “Pokemon” (Maggie),
  • Rangiku Matsumoto da“Bleach” (Marge)

insomma, visto tutte questi riferimenti sicuramente tra lo staff di Matt Groening si nasconde qualche Otaku coi fiocchi.

4 - Kumiko e l'omaggio a Myazaki

L'evoluzione di Jeff Albertson, Aka Uomo fumetto, è alquanto interessante. Nasce come la classica icona del nerd sfigato, quello che vive in un mondo di fantasia e ha la vita sociale di un bradipo in letargo. Tuttavia col tempo finisce per essere approfondito e caratterizzato meglio.

Dopo alcune relazioni non proprio ideali, come quelle con la mamma di Skinner, finalmente nelle ultime stagioni trova la sua dolce perfetta metà, e questa metà si chiama Kumiko ed è una mangaka e appassionata di fumetti giapponesi.

L'episodio è il numero 10 della stagione 25: "sposata con il blob" e anche questo, sebbene in maniera un po' più iperbolica e stereotipata, ci offre uno squarcio sulla vita e sulla cultura nipponica.

Nel caso di Kumiko stiamo parlando di una ragazza giapponese giovane, immigrata probabilmente da parecchio negli stati uniti ma che è chiaramente legata alla sua terra, è infatti mangaka, cioè disegnatrice di fumetti giapponesi e appassionata del mondo dei fumetti in generale.

Una vera otaku quindi. Tuttavia contrariamente a quanto possiamo pensare, gli otaku in Giappone, specialmente superata una certa età, non sono visti molto bene dalla società. Spesso una persona adulta a cui piacciono fumetti e videogiochi è emarginata o bullizzata.

Kumiko tuttavia è in America, la "sweet land of liberty", e quindi può esprimere il suo lato otaku liberamente. C'è ancora qualcosa però che le impedisce di essere se stessa: suo padre. Il padre di Kumiko, Yutaka Nakamura, è il classico business man giapponese.

Austero, rigido alle tradizioni del suo paese e soprattutto incredibilmente rigido con la figlia. Quando Kumiko dichiara di voler sposare l'uomo fumetto infatti, suo padre si oppone con tutte le sue forze, ed è qui che entra in gioco il nostro Homer.

Homer porta il signor Nakamura a bere, e dopo una nottata ad ubriacarsi col Sake, ha una visione della sua defunta moglie che gli fa cambiare idea sulla figlia e la lascia libera di vivere la sua vita.

In quest'ultima scena, è presente un bellissimo omaggio allo studio Ghibli e in particolare ad Hayao Myazaki, che proprio nel 2017 annunciava il suo ritiro.

La sequenza è spettacolare e omaggia tanti personaggi dei suoi film. Appaiono infatti in ordine:

  • Gattobus (interpretato naturalmente da Otto) da  il mio vicino Totoro.
  • Lo spaventapasseri testa di rapa, (Moe) e il castello (il Kwik-E-Mart) da il castello errante di howl,
  • Kiki la strega di kiki consegne a domicilio  (Patty e Selma),
  • I tre spiriti  di la principessa mononoke (Martin Prince e i suoi compagni nerd, nascosti tra i bonsai).

Spicca tra tutti i film la città incantata, che vede citati:

  • Ranablu  (Smithers),
  • Il dragoHaku (Jimbo Jones e i suoi compagni),
  • Il bambino gigante (Gerald Samson, il bambino con il monociglio nemico di maggie),
  • Spiriti senza faccia

Alla fine poi dopo questa visione, il padre si ravvede e l'uomo fumetto riesce a sposare la sua "donna fumetto." il mondo occidentale e quello orientale, come spesso capita sono uniti dalla loro passione per i fumetti e per l'animazione. Insomma, Giappone o America, anche i nerd prima o poi si accoppiano.

3 - Il quiz a premi in Giappone

Simpson

Entriamo sul podio della classifica, e incominciamo con le citazioni più iconiche, che anche i fan meno accaniti dello show potranno forse conoscere.

"i vostri show premiano la conoscenza, i nostri puniscono l'ignoranza". Questo è ciò che dice un conduttore TV di un quiz a premi giapponese al quale partecipano i nostri personaggi gialli preferiti (che non sono i minion).

L'episodio è l'ultimo della stagione dieci: trenta minuti a Tokyo. La famiglia Simpson si trova in Giappone e per una distrazione di Homer perde i soldi per comprare i biglietti per tornare a casa.

Decidono così di partecipare ad un quiz a premi, ignari di star offrendo se stessi ad una vera e propria tortura fisica e psicologica.

Ogni risposta sbagliata vengono puniti in maniera sempre più crudele e umiliante. finanche a dover mettere a rischio la propria vita su un vulcano attivo (che poi per fortuna si rivelerà essere finto).

Per una persona che non conosce a fondo la cultura giapponese, potrebbe sembrare una gag come un'altra, tuttavia, seppur esagerata, la TV giapponese è veramente così. I giochi a premi in Giappone sono spesso basati su prove fisiche spesso umilianti e degradanti.

Purtroppo la concezione del divertimento e della comicità in Giappone è questa, fa ridere il vedere l'altro umiliato, perché distrae in realtà da quelle che sono le proprie umiliazioni.

Spesso questo tipo di programmi sono stati contestati, anche perché oltre ad essere degradanti e umilianti, molto spesso hanno comportato anche ferite fisiche ai partecipanti.

Tuttavia questo tipo di show continua a tenere parecchio banco, e tra i tanti aspetti della cultura nipponica, i Simpson qui puntano l'accento stavolta su un tema non proprio piacevole sottolineando anche più volte la differenza tra la cultura occidentale e quella Giapponese sotto quest'aspetto.

2 - L'anime che causa crisi epilettiche

Nello stesso episodio, i Simpson in Giappone assistono ad un episodio di un cartone animato. "hey non è quel cartone animato che causa attacchi epilettici?" neanche il tempo di dirlo che voltando lo sguardo verso la tv si ritrovano a terra con le pupille dilatate e scossi da convulsioni.

Homer che in quel momento sta entrando, Vede gli altri sdraiati a terra, e senza guardare il cartone si getta a terra e si unisce agli altri.

Una gag simpatica che ha strappato più di qualche risata, ma in pochi sanno che è collegata ad un episodio realmente accaduto. Nel 1997 ci fu infatti in Giappone il così detto Pokemon Shok.

Ovvero un'episodio dei Pokemon, che andò in onda su tv Tokyo, a causa dell'emissione alternata di luce rossa e blu ad una frequenza di 12 hz, causò davvero diversi problemi di salute in persone tra i 12 e i 30 anni, tra i quali vertigini, nausea. temporanea cecità e nei casi più gravi vere e proprie crisi epilettiche.

Non ci fu fortunatamente nessuna vittima, su un migliaio di casi solo una decina rimasero ricoverati per un periodo di tempo relativamente lungo, ma l'episodio fece molto scalpore nella terra del sol levante.

Passato un po' di tempo quindi, con le acque più calme, i Simpson hanno potuto raccontare nel loro sempre goliardico modo, questo drammatico quanto bizzarro episodio.

1 - Mr Brillio

Non poteva che esserci lui sul gradino più alto del podio. Mr. Sparkle AKA ミスタースパーコル AKA Misutā Supākoru e, nella versione italiana, Mister Brillio.

Una delle side stories più divertenti dei Simpson e avviene nell'episodio 8 della stagione 8, "in marge abbiamo fede". Homer trova per caso una scatola giapponese in una discarica con sopra la s

ua faccia.

Dopo qualche indagine scopre che la scatole è un potente detersivo per i piatti ma si tormenta ancora del perché ci sia la sua faccia. Così riesce a farsi mandare direttamente da Hokkaido, una videocassetta con la pubblicità del prodotto.

 

Dopo averla osservata tuttavia rimane ancora perplesso, se non ché alla fine si svela l'arcano. Era tutta una coincidenza la sua faccia era un'incrocio tra i marchi di due aziende che hanno come simboli un pesce lampadina.

"Pesce lampadina, ecco la tua risposta" "Coraggio ragazzi, andiamo a casa" "siamo a casa" "abbiamo fatto presto.

Così si conclude la gag di mister brillio, ma quello che resta impresso di questa gag è la pubblicità.

In molti osservandola penseranno che sia qualcosa di esagerato e abbastanza fuori dal comune, e in parte è così ma le pubblicità in Giappone sono davvero note per essere incredibilmente sopra le righe.  Quel tipo di pubblicità prende in giro un modello di spot che già esisteva da parecchi anni in Giappone.

Una curiosità che in pochi sanno, le tre ragazze che ballano nella pubblicità e che poi per qualche motivo vengono trasformate in lottatrici di sumo, sono le tre star della band pop/rock giapponese Shonen knife.

Insomma, Homer Simpson è fortunato, ha una bella moglie tre figli meravigliosi e dei piatti davvero puliti.

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