Il Sottogenere Yaoi e Shonen-ai

Parliamo del sottogenere che vede protagonista opere come Given e Junjou Romantica

Bentornati a questo nuovo appuntamento per parlare in maniera più approfondita dei vari sottogeneri che vengono utilizzati (insieme ai generi principali) per classificare tutte le varie opere anime e manga.

Nel nostro precedente articolo, che potete trovare a questo link, abbiamo parlato del sottogenere Ecchi, che come ormai saprete viene usato per classificare quelle opere (anime o manga) con un significato di erotico.

Come da titolo, questa volta ci occuperemo del sottogenere Shōnen-ai! Prima di iniziare, vi ricordiamo che sul nostro sito troverete anche gli articoli dedicati a tutti i generi principali:

Prima di incominciare, dobbiamo fare una piccola precisazione: non è possibile parlare di Shōnen-ai senza successivamente citare i più conosciuti sottogeneri Yaoi e Yuri, che sono strettamente legati più semplice Shōjo.

Molto spesso si pensava (negli ultimi anni questa tendenza sta lentamente scomparendo) che il sottogenere Yaoi, così come anche lo Shōnen-ai, fossero dei sottogeneri Hentai, visto che molto spesso compaiono delle scene di sesso.

Lo Shōnen-ai infatti, nasce dallo Shōjo, che come ormai saprete, è indirizzato principalmente ad un pubblico femminile, e in questo sottogenere (così come lo yaoi), cambia solo il sesso dei due protagonisti. Invece della coppia ragazzo/a qui abbiamo una storia d'amore tra due ragazzi.

Shōnen infatti significa ragazzo mentre il termine "ai" si traduce con amore, e la storia viene arricchita dai classici elementi dello Shōjo quali colori tenui, tinte pastello, stelline e cuori sullo sfondo per esemplificare le emozioni dei protagonisti.

Come sottocategoria dello Shōjo, è giustamente pensata per rivolgersi ad un pubblico femminile e, per tale motivo, i protagonisti sono dei Bishōnen: ragazzi belli, a volte dai tratti femminini, per fare breccia nel cuore delle lettrici.

La nascita dello Shōnen-ai e Yaoi

Il sottogenere Yaoi, è un termine coniato da due mangaka nel 1970: Yasuko Sakata e Akiko Hatsu.

Lo Yaoi è nato anni prima con un movimento letterario chiamato



Nijūyo-nen Gumi (Gruppo del ‘24), un gruppo formato da magaka nate nel 1924 che rivoluzionò letteralmente il mondo dello Shōjo manga, introducendo all'interno della storia temi innovativi: legati alla sessualità e alla psicologia dei personaggi, superando così gli stereotipi della classica storia romantica adolescenziale.

Nel nostro paese, il primo Shōnen-ai a venire pubblicato è stato: New York New York. Il manga narra della storia d’amore tra Kain Walker e Mel Frederics sullo sfondo della Grande mela.

Caratteristiche dello Shōnen-ai

Partendo dal principio che lo Shōnen-ai è una sfumatura del genere Yaoi, si distingue dal puro Yaoi per la mancanza di scene di sesso esplicite.

Le autrici di questo sottogenere, a differenza di quelle Yaoiste, preferiscono concentrarsi sulla storia in sé, sulla psicologia dei vari personaggi, sulla storia d’amore piuttosto che sull'atto sessuale esplicito e/o erotico e sull'affetto che i due protagonisti provano l’uno per l’altro.

In questo modo cercando di parlare di un messaggio fondamentale nonché di catturare l’attenzione delle lettrici con dei personaggi bellissimi. Non a caso lo Shōnen-ai è un genere così profondamente amato, almeno in Giappone, dalle studentesse e casalinghe,

Altra caratteristica fondamentale di questi due sottogeneri narrativi è la presenza di due termini principali nella creazione della storia: Seme e Uke, anche chiamati Tachi e Neko,

Questi due termini vengono usati per descrivere i ruoli all'interno della relazione e possono essere tradotti con il termine di "attivo" e "passivo"; nella maggior parte dei casi, il modo in cui la storia si evolve e, soprattutto, la personalità de sue protagonisti, ruota intorno a questi due termini.

La distinzione seme e uke quindi, non riguarda sono l’aspetto sessuale come in molti possono dedurre, ma anche la fisicità e la psicologia del personaggio.

Lo Shōnen-ai e Yaoi nella cultura giapponese

Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad una costante crescita del genere.

Prima di tutte sono nate vere e proprie fan che si indentificano con nomi particolari e ben conosciute: le fujōshi, ragazze adolescenti che amano leggere lo yaoi e le kifujin, fan del genere non più adolescenti ma adulte. Non solo ragazze però. Esistono anche i fudanshi, ragazzi che amano leggere Yaoi, Shōnen-ai ma anche Shōjo.

È ormai nota anche la produzione di opere nate come fanfiction, ovvero quelle storie di naturale amatoriale. Queste opere prendono il nome di Dōjinshi, che comprendono tutti quei fumetti amatoriali e, nella maggior parte di casi, autoprodotti, che riprendono i protagonisti principali di manga e anime, film e serie tv, raccontando le loro storie d’amore, assolutamente inventate dalle autrici.

Numerose sono al giorno d’oggi le dōjinshi de "L’Attacco dei Giganti" in cui il capitano Levi e Eren sono amanti.

In Giappone la produzione di dōjinshi non è vietata né controllata ed è grazie a questo che sono nate mangaka molto famose quali le CLAMP, che non hanno difficoltà a parlare dell’amore, in ogni sua sfaccettatura, sia esso etero o omosessuale, in modo naturale e delicato e la Kodaka, le cui storie d’amore sono famose in tutto il mondo.

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