Record of Ragnarok

Per la rubrica recensioni manga oggi parliamo di record of ragnarok, un'opera che ha fatto discutere per la trasposizione televisiva, ma che vale la pena sicuramente leggere in versione cartacea

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Siamo onesti, quando si sente la parola “torneo” la nostra mente viaggia immediatamente verso trame e topos del mondo dei manga già viste e riviste.

Decine di mangaka hanno munto questa mucca fino alla disidratazione; se poi si aggiungono anche le parole “divinità” e “destino dell’umanità” allora sembrerebbe proprio di star andando in contro ad un mix di cliché triti e ritriti.

Nonostante ciò, Shuumatsu no Valkyrie noto in occidente come Record of Ragnarok è sulla cresta dell’onda ormai dal 2017, tanto da aver convinto Netflix a farne una serie animata (della quale non si discuterà in questa sede perché richiede un discorso a parte).

Se mi chiedessero però “descrivi Record of Ragnarok in tre concetti chiave” userei proprio quelli elencati prima. Il manga, infatti riguarda un torneo tra l’umanità e le divinità, il Ragnarok appunto, che deciderà le sorti del genere umano.

Prima di proseguire con la trama e l'analisi dell'0pera  vi invitiamo, come al solito, a dare un'occhiata alle ultime recensioni sul nostro sito:

La trama di Record of Ragnarok

Record of Ragnarok ha un solo tema centrale: la lotta tra divinità e umanità. Questa lotta nasce nel momento in cui durante il valhalla, la riunione tra le divinità di tutti i panteon esistenti, si decide che cosa fare del genere umano.

Gli dei si riuniscono ogni mille anni, e ogni mille anni da quando esiste l'uomo hanno sempre deciso di dargli un'altra possibilità, ma questa volta no. L'essere umano deve scomparire. Ma questa decisione unanime viene bruscamente interrotta da Brunilde, una valchiria che ricorda agli dei che loro hanno una legge: il Ragnarok.

Secondo questa legge quando gli dei decidono di sterminare l'uomo devono dare loro prima la possibilità di affrontarli in un torneo, il cui esito deciderà poi il destino del mondo.

Così gli dei sono costretti loro malgrado ad accettare, pensando che sarà una passeggiata, ma così non è.

I rappresentanti degli esseri umani infatti, grazie anche ad uno speciale legame con le valchirie che diventano un arma a loro disposizione, si dimostrano più forti del previsto e l'esito si dimostra essere non affatto scontato.
Cosa succederà dunque? l'uomo perirà a vantaggio degli dei oppure riuscirà a stabilire il proprio valore e a sopravvivere per altri mille anni?

Record of Ragnarok

Che cosa ne pensiamo

È possibile allora creare un prodotto di qualità utilizzando argomenti già visti tante di quelle volte da rischiare di sfiorare la banalità? Come per tutte le opere di successo, la risposta è: sì, è possibile. Difficile, ma possibile e questo è ciò che fa la differenza tra una grande opera e un’opera banale destinata al dimenticatoio. Dopotutto, Shakespeare ha basato tutte le sue opere non solo su topos, ma su intere storie già scritte prima.

Cosa ha reso allora Record of Ragnarok un manga di successo? Partiamo dal primo topos utilizzato: il torneo.

I manga che includono questo elemento sono effettivamente tanti,



dragon ball, yu degli spettri, la legge di ueki e potrei continuare la lista per un bel po’, ma a ben guardare Shuumatsu no Valkyrie non soltanto contiene un torneo: ne fa il suo elemento principale.

Il vantaggio di questo approccio è quello di avere una struttura narrativa più solida, incasellata meglio e con il lettore che non rischia di perdersi tra personaggi e narrazione; lo svantaggio però è quello di essere ripetitivo e che una trama con un solo binario rischi di stancare. Per ovviare questo tipo di problema ci vogliono: personaggi interessanti e costruiti bene, disegni ben fatti e un contesto che non annoi.

Record of Ragnarok possiede tutte e tre queste caratteristiche. I personaggi, e qui veniamo al secondo topos ovvero le divinità, sono interessanti poiché sono conosciuti, ma caratterizzati in maniera diversa (a volte leggermente altre volte totalmente) da come la mitologia o la storia solitamente rappresenta.

Le divinità sono quelle dei panteon di tutto il mondo e quindi un lettore mediamente acculturato si sente a suo agio perché conosce, per esempio, il personaggio mitologico di Thor, ma contemporaneamente è curioso di come l’autore (anzi, gli autori, e su questo punto torneremo) l’abbiano caratterizzato e cosa abbiano cambiato rispetto alla leggenda tradizionale.

Stesso discorso vale per i personaggi storici come Lu Bu, o Jack lo squartatore.

Il fatto, dunque che il destino dell’umanità (terzo topos) non sia legato ad un solo eroe che deve proteggerla, come nella trama della maggior parte degli shonen tradizionali, ma sia, invece legato ad individui diversi con diverse caratteristiche e alcuni dei quali addirittura detestabili rende la narrazione comunque poco monotona, nonostante sia incasellata in un'unica struttura narrativa come quella del torneo.

Ovviamente ogni rosa ha le sue spine, il fatto che alcuni personaggi si discostano dalla loro versione storica o leggendaria tradizionale potrebbe far storcere un po' il naso ai più puristi. Oltretutto alcuni sono caratterizzati decisamente meglio di altri, non tanto dal punto di vista estetico quanto proprio dall'emozione che riescono a trasmettere al lettore.

A differenza dell'anime però, che sembra animato da studenti di terza media, la qualità dei disegni permette anche di riuscire a soprassedere sulla magra caratterizzazione di qualche personaggio che potrebbe risultare un po' scialbo.

Sguardo approfondito

Personaggi costruiti bene, disegni a tratti spettacolari e trama e contesto ben strutturati, questi elementi sono tutti presenti in record of ragnarok, ma c’è un motivo per il quale la qualità di questi elementi si mantiene costante ed è un punto a mio parere fondamentale: la divisione del lavoro.

Gli sceneggiatori del manga sono ben due infatti: Takumi Fukui e Shinya Uemura e dei disegni invece se ne occupa una terza persona: Chika Aji.

Dopo la morte di Miura c’è stata una grande ondata di sensibilizzazione verso il tema dello stress che i mangaka sono costretti ad affrontare, specialmente quelli che portano avanti la loro opera da anni o addirittura decenni come il compianto Miura con Berserk o Oda con One Piece. Shuumatsu no Valkyrie  è  un manga i cui capitoli escono una volta al mese, e al quale lavorano in maniera equa ben tre persone diverse.

Sebbene il disegnatore sia uno solo (con ovviamente il suo team di assistenti) non dover pensare e scrivere la sceneggiatura non è da sottovalutare come sollievo da un carico di lavoro che è già pesante di per sé; e a beneficiarne non è solo la salute fisica e mentale del mangaka (la cosa più importante) ma anche la qualità dell’opera.

Conclusioni

Valutazione: 8.5

Un anime che nonostante abbia un argomento e un setting che possono sembrare cliché grazie alla gestione quasi sempre eccellente dei personaggi e dei disegni riesce a non risultare mai noioso e a suscitare nel lettore curiosità ed interesse.

Dove acquistarlo

Editore
Tokuma Shoten
Editore in Italia
Star Comics
Autori
Takumi Fukui Shinya Uemura

Nazionalità:
Giapponese
Numero volumi:
12
Data pubblicazione:
25/11/2017
Data pubblicazione in Italia:
21/10/2020

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