Il diario della mia scomparsa

Una storia autobiografica di uno dei mangaka che negli anni '80 anno conquistato il grande pubblicato

Terminata

Dove acquistarlo

Bentornati con una nuova recensione manga, che questa volta vede come protagonista un'opera autobiografica di uno dei maestri del fumetto giapponese.

“Il diario della mia scomparsa”, scritto dal maestro Hideo Azuma, conosciuto soprattutto per opere come Pollon e Nanà Super Girl, racconta il periodo della sua vita quando decise volontariamente una vita senza fissa dimora, con giornate passate tra bevute e lavori santuari.

L'opera inoltre, si è aggiudicata l'Osamu Tezuka Cultural Grand Prize nel 1997 e il Seiun Award nel 2006 come miglior opera di saggistica.

Prima di passare alla parte narrante della storia di Tokyo Revengers, ecco altre interessanti recensioni manga che potete trovare sul nostro sito:

La trama de "Il diario della mia scomparsa"

Nell'opera



Il diario della mia scomparsa, ripercorriamo la vita del mangaka Hideo Azuma durante gli anni '80, quando scelse volontariamente di passare una vita da clochard, passando i suoi giorni tra bevute e lavori santuari, abbandonando il mestiere di fumettista.

In questo libro, l’autore ci racconta tutte le tappe della sua depressione, illustrando i suoi giorni “da matti”: la vita da clochard, l’alcolismo e il ricovero forzato in ospedale. Con ironia, questo racconto autobiografico rivela il lato più nascosto, non solo della sua vita, ma di quella più in generale, del fumettista.

Struttura dell'opera

Come avrete sicuramente capito dalla trama dell'opera, questa non è la classica avventura che siamo abituati a vedere: Azuma racconta la sua esperienza di vita vissuta, quando "molla tutto" per dedicarsi a una vita più libera e senza essere oppresso da obblighi sociali e lavorativi.

In questo particolare volume, l'autore ha scelto di suddividere il lavoro in 4 capitoli ben distinti: notte, città, periodo alcolista, reparto. Gli ultimi due capitoli, fanno parte però dello stesso periodo ed è per questo che possono essere considerati un unico e grande capitolo.

Come ogni storia che si rispetti, nel primo capitolo ci viene raccontato il modo in cui tutto ebbe inizio, di come il mangaka decise di abbandonare lo stress e gli obblighi sociali e lavorativi di una vita, per diventare un senza tetto.

Scopriamo inoltre dei dettagli su come riuscisse a trovare il cibo e a mangiare e anche di come riuscisse a ripararsi dal freddo e dei posti in cui riusciva a trovare un posto per dormire.

Nella seconda parte, "città",  Azuma scappò nuovamente dalla vita di disegnatore, tornando a fare il senza tetto e del lavoro che dopo un po’ di tempo riuscì a trovare, dei rapporti con i colleghi e delle persone vicino a lui.

Abbandonato quel lavoro, organizzò una mostra per riuscire a vendere alcune sue opere e un po’ alla volta, riprese a disegnare nuovamente manga.

Terzo e quarto capitolo, ci raccontano di tutti i problemi derivati dall’uso smodato dell’alcol e di come vivesse le sue giornate completamente ubriaco. L’alcol portò il mangaka ad avere sia tremori alle mani che costanti allucinazioni e da qui decise di non restare mai senza alcol in circolo.

Il punto cruciale di tutta l'opera avviene quando un gruppo di teppisti, vedendolo dormire completamente ubriaco su una panchina, decise di pestarlo. Dopo questo avvenimento intervenne la moglie che decise di portalo in una clinica specializzata per risolvere il suo problema di alcolismo cronico.

Il capitolo "reparto", l'ultimo che viene associato al terzo, visto che raccontano lo stesso periodo, è incentrato interamente al suo periodo in ospedale:

come passò i primi giorni senza toccare alcol e di come avviene la riabilitazione per tutti quei pazienti che sono dipendenti da alcol o droghe (che vengono curati allo stesso modo, nello stesso reparto).

Cosa ne pensiamo di Il diario della mia scomparsa

Arrivati a questo punto della nostra recensione, tiriamo le somme conclusive: il diario della mia scomparsa è una di quelle opere che si apprezza sin dall'inizio, e sia lo stile utilizzato da Azuma che il modo in cui tutti i fatti vengono raccontati non possono non suscitare interesse al lettore.

Soprattutto l'ultimo capitolo, dove racconta il suo periodo di riabilitazione, risulta essere davvero intensa e allo stesso tempo molto semplic; riesce molto bene a sensibilizzare sul tema dell’alcolismo, riuscendo ad inserire perfettamente le sue esperienze.

J-Pop inoltre, ha inserito un’intervista esclusiva con il maestro Azuma, che è interessante quanto l’opera stessa, dove le domande sono quasi tutte inerenti al racconto e aggiungono qualche dettaglio in più, non sempre spiegato durante la lettura.

Dove acquistarlo

Editore
East Press
Editore in Italia
J-Pop
Autori
Hideo Azuma

Nazionalità:
Giapponese
Numero volumi:
1
Data pubblicazione:
01/03/2005
Data pubblicazione in Italia:
29/05/2019

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