Mecha: il sottogenere di manga e anime

Parliamo del sottogenere che vede protagonista opere come Mazinga Z e Gundam!

Dopo aver parlato dei generi principali: Kodomo, Shōjo, Shōnen e Seinen torniamo a dedicare i nostri articoli sui vari generi e sottogeneri che vengono utilizzati per classificare tutte le varie opere; oggi andremo a vedere più nel dettaglio i vari sottogeneri, partendo come avrete potuto capire da quello Mecha!

Prima di iniziare analizzando nel dettaglio il significato del termine Mecha, vi ricordiamo che se se siete appassionati di questo sottogenere, sulle piattaforme streaming di Prime Video, Netflix, VVVVID e Crunchyroll troverete interessanti serie da guardare!

Sul nostro sito trovate anche la Top 5 anime Mecha da dover recuperare!

Il significato del termine Mecha

Il termine Mecha, è un’abbreviazione giapponese del termine latino mechanica e questo sottogenere viene utilizzato per classificare quelle opere che hanno come protagonista dei Robot da battaglia.

Questa parola, viene utilizzata in Giappone per ogni elemento meccanico usato e può quindi riferirsi anche ad auto, cyborg, veicoli e astronavi. La diffusione di questo termine avvenne in seguito al successo della serie televisiva Robotech. Fuori dal Giappone invece, viene spesso utilizzata solamente in riferimento a robot che possiedono delle specifiche caratteristiche.

Cosa più importante da ricordare, il sottogenere Mecha può essere suddiviso a sua volta in due sottocategorie:

  • Real Robot
  • Super robot

La prima (Real Robot), viene utilizzata per indicare quei mezzi che sono caratterizzati da un certo realismo



tecnologico, che vengono prodotti in serie e che sono considerate macchine di uso comune con prezzi poco elevati.

La Seconda (Super Robot) invece, quando ci troviamo di fronte a esemplari unici, dai poteri solitamente illimitati e che rappresentano il vero protagonista della serie.

Inoltre, possiamo aggiungere a queste due sottocategorie i Mecha trasformabili: cioè quei robot che hanno la particolare abilità di cambiare forma e molte volte unirsi ad altri mecha per formarne uno ancora più potente (Voltron ad esempio) e questo genere è solitamente rivolto ad un pubblico più giovane.

Storia del sottogenere Mecha

Come abbiamo già detto nel paragrafo precedente, in queste opere i protagonisti centrali sono quasi sempre i mecha e i loro piloti, anche se in alcuni casi, come quando siamo di fronte a Super Robot, gli stessi mecha diventano addirittura più importanti rispetto al pilota.

Per quanto riguarda invece le dimensioni, bisogna pensare che i Gundam ad esempio, arrivano ai 18 metri d’altezza ma altri, come ad esempio quelli di Evangelion, raggiungono altezze che possiamo definire colossali.

Le prime opere con questo tipo di protagonisti nacquero all’inizio del 1970, dove il famosissimo Go Nagai, diede vita a tantissime serie di successo come ad esempio; Mazinga Z, Goldrake, Grande Mazinga e Mazinkaiser, che rientrano tutte nella classificazione dei Super Robot.

Per quanto riguarda invece i Real Robot, abbiamo una prima opera sul finire degli anni ’70, quando Yoshiyuki Tomino con la serie Gundam riuscì a consacrare il genere.

Se spostiamo la nostra attenzione sul mondo anime invece, la prima serie animata con protagonista un mecha è Super Robot 28, andato in onda negli anni ’60, però in questo caso il protagonista cavalcava un robot, anziché comandarlo dall’interno.

Mazinga Z invece, è il primo esempio animato di Mecha pilotato dall’interno.

La serie Gundam riuscì a dar vita ai Real Robot: è stata la prima opera dove si verificarono casi come l’esaurimento delle munizioni durante uno scontro cruciale o il danneggiamento del mecha, anche se ancora manteneva diverse caratteristiche tipiche dei super robot.

Nella prima serie, rimaneva un mezzo unico e venne giustificato dal fatto che c’era un costo troppo elevato per riuscire a crearlo in serie e venne quindi fabbricato un solo un modello che era nettamente superiore agli altri.

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