Manga e Anime: il genere Shōjo

Tutto quello che c'è da sapere sul genere dedicato al genere Shōjo

Si ritorna a parlare con uno sguardo più approfondito di tutti i generi principali che vengono utilizzati per classificare tutte le varie opere manga (e anime). Nel nostro articolo precedente, abbiamo dato uno sguardo più da vicino al genere dedicato principalmente alla fascia d’età che va fino agli 11 anni: il Kodomo. Come vi avevamo già detto, queste serie di solito moralistiche, spesso e volentieri educano i bambini nella vita quotidiana. Le opere Kodomo, prevedono delle trame semplici e solitamente prevedono degli episodi autoconclusivi oppure con archi narrativi abbastanza brevi.

Questa settimana invece, come avrete potuto intuire dal titolo, andremo a vedere più nello specifico il genere Shōjo! Generalmente parlando, il termine viene utilizzato per indicare una categoria di manga e anime indirizzati ad un pubblico femminile, che comprende la fascia d’età 12-18 anni.

Storia dello Shojo

La nascita di questo genere risale ai primi anni cinquanta; all’inizio il manga era considerato uno strumento educativo ed era solito venire pubblicato sulle grandi riviste educative, accanto ad articoli informativi ed erano principalmente composti da poche pagine. La prima rivista dedicata interamente ai manga fu un’idea della casa editrice Kodansha, che creò la Shōnen Club e, successivamente, creò lo Shōjo Club sempre però pubblicati fianco a fianco ad articoli educativi.

Osamu Tezuka, conosciuto anche come il “dio dei manga” fu il primo a dare vita ad un genere nuovo. Nel 1953, venne pubblicato La principessa Zaffiro titolo italiano dell’opera Ribbon no Kishi (il cavaliere col fiocco). Gli Shōjo vennero considerati per molto tempo dei fumetti minori e anche di scarso valore. Il punto di svolta avvenne nel ’65, quando le ragazze che si erano appassionate alla Principessa Zaffiro, frequentavano ormai le superiori.

Il Giappone in quel periodo storico stava vivendo un periodo di grande sviluppo commerciale che incise profondamente sulla sua cultura, soprattutto nella vita delle giovani donne. Non più costrette a sposarsi da giovani, potevano svolgere anche lavori part-time garantiti da un’economia in continua crescita. Le ragazze ora avevano un loro potere d’acquisto e, all’industria dei manga, questo non passò inosservato. Le case editrici decisero di puntare alle giovani lettrici permettendo così la crescita degli shōjo.

Lo Shojo divenne così uno di quei fenomeni unici: una famiglia di stili creati da giovani donne per altre donne, che riflettono la sensibilità delle autrici, sia per quanto riguarda il modo di disegnare, sia per la storia in sé.

Stile del fumetto shōjo

Tenendo conto che l’iniziale realtà dello Shojo era quello di raccontare semplici storie d’amore, abbastanza stereotipate con pagine piene di tematiche sentimentali, ambientazioni europee e situazioni melodrammatiche, oggi i temi trattati si sono ampliati così come il modo di disegnare i personaggi ed esporre i problemi, attraverso una rappresentazione vivida e sempre più simile alla realtà. Si cerca di riflettere i problemi degli adolescenti e di dare una risposta alle loro domande sul mondo, rispecchiano le loro paure ma anche le loro speranze.

Come la loro controparte maschile, anche gli Shojo soddisfano il lato piscologico dei lettori, mostrando come, attraverso il coraggio, la sincerità e l’amicizia nulla diventa impossibile, nemmeno la classica storia d’amore che non può mancare in questo genere di opere. Le emozioni, vengono rappresentate attraverso la raffigurazione in qualcosa di tangibile: per dare un senso di spensieratezza si usano, le bolle di sapone; per il dolore vengono utilizzate delle linee dure e spezzate. Questa caratteristica si può anche notare negli anime dove colori pastello, linee morbide ed eccesso di luci sono un tratto distintivo.

Piccoli Problemi di cuore

Tra le opere Shojo che meglio possono rappresentare il genere, vogliamo citare Piccoli problemi di cuore!

Come in molti certamente sapranno, il titolo originale dell’opera è Marmalade Boy ed è un’opera scritta e disegnata da Wataru Yoshizumi, pubblicata dalla casa editrice Shūeisha nel 1992 sulla rivista mensile Ribon. I vari capitoli sono stati successivamente raccolti in 8 volumi tankobon e in italia i diritti dell’opera sono stati acquistati dalla Panini Comics e in ristampa per la Planet Manga.

Visto il grande successo del manga, venne creata anche una versione animata, trasmessa per la prima volta nel 1994 e conta un totale di 74 episodi. L’anno successivo venne anche creato un mediometraggio d’animazione, il “Capitolo 0”, un prequel che si allaccia alla trama principale, narrato però dal punto di vista di Yū.

La storia racconta le vicende di Miki Koishikawa, una liceale con una vita normale, che viene sconvolta dall’annuncio dell’improvviso divorzio dei suoi genitori, che intendono scambiare i rispettivi partner con una coppia incontrata alle Hawaii. Durante la cena organizzata per conoscere l’altra coppia, s’innamora a prima vista del loro figlio: Yuri Matsuura



. Inizialmente Miki è decisamente contraria e la convivenza con Yuri, che la prende spesso in giro, è difficile, però col tempo diventano amici e finiscono per innamorarsi.

Il legame tra Miki e Yuri però, diventa più complicato a causa di Ginta, un compagno di classe di Miki che ha con lui in comune la passione per il tennis, di cui in precedenza lei era innamorata ed ora è lui a provare dei sentimenti nei suoi confronti, e dell’ex fidanzata di Yuri, Arimi. Inoltre, la migliore amica di Miki, Mary, ha dei problemi in famiglia e a scuola per il suo rapporto con uno degli insegnanti: Nick.

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