Il Sottogenere Yuri e Shōjo-ai

Parliamo del sottogenere che vede protagonista opere come Citrus e Strawberry panic

Eccoci tornati con i nostri articoli di approfondimento sui dei vari sottogeneri che vengono utilizzati (insieme ai generi principali) per classificare tutte le varie opere anime e manga.

Settimana scorsa vi avevamo parlato del sottogenere Shōnen-ai e dello Yaoi, che sono pensati principalmente per un pubblico femminile e che hanno come caratteristica quella di raccontare storie d’amore tra personaggi dello stesso sesso (maschile).

Questa volta invece, andremo a parlare più nel dettaglio del sottogenere Shōjo-ai!

Prima di iniziare, vi ricordiamo che sul nostro sito troverete anche gli articoli dedicati a tutti i generi principali:

Come nasce lo Shōjo-ai e lo Yuri

Partiamo dicendo che il termine Shōjo-ai ha un doppio significato, perché Shōjo può essere tradotto anche come bambina e in Giappone l’utilizzo del termine ha una connotazione anche negativa, indicando la pedofilia rivolta alle bambine; allo stesso modo del termine Lolicon, utilizzato per indicare quegli uomini che tendono ad amare troppo le ragazzine.

Per questo in Giappone si tende a preferire il termine Yuri per indicare la storia d’amore tra due ragazze enfatizzando non solo la parte sessuale ma anche quella romantica ed emotiva delle relazioni tra ragazze. Va inoltre precisato, che in occidente, lo shōjo-ai non ha nessuna denotazione negativa.

Si attribuisce la creazione del nome a Itō Bungaku nel 1971, un editore della rivista



Barazoku, una delle prime riviste rivolte agli adolescenti omosessuali e utilizzò due termini precisi: barazoku e yurizoku per indicare, rispettivamente, i ragazzi e le ragazze omosessuali.

Con il tempo, il termine yurizoku perse la particella –zoku diventanto così la parola che viene usata per indicare tutti quei prodotti che danno vita a storie d’amore e attrazione tra donne.

 

Caratteristiche del sottogenere Yuri e Shonen-ai

La caratteristica principale di questo sottogenere riguarda la trama, che ha uno sviluppo lineare e l’evolversi della situazione romantica avviene in modo naturale e spontaneo, così come avviene nello shōnen-ai.

Così come accade anche nel genere Shojo, dopo gli anni ’50 con l’emancipazione della donna e la maggior libertà di cui godevano le ragazze, i personaggi femminili dello shōjo-ai che ricoprono un ruolo più deciso, meno sottomesso, rispetto a ad altri generi di storie.

Un altro espediente utilizzato in questo genere di racconti è l’amore non corrisposto e come nello Shōnen-ai, abbiamo delle scelte stilistiche in stile Shōjo, dove vengono utilizzati sfondi che riescono ad enfatizzare i sentimenti d’amore delle due protagoniste, sbrilluccichi e luci per dare tono all’imbarazzo, alla felicità che provano quando scoprono che il loro amore è corrisposto.

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