Butterfly Effect: Intervista esclusiva a Giulia Della Ciana

Giulia della Ciana e il suo manga yuri

Oggi ho il piacere di presentare, a chi ancora non la conoscesse, una bravissima mangaka romana nota sui social con lo pseudonimo Myu, all’anagrafe Giulia Della Ciana, autrice di Butterfly Effect, uno yuri pubblicato da Mangasenpai, attualmente al decimo volume.

La mangaka nasce a Roma il 29 aprile 1993. Sviluppa una forte passione per i manga e inizia ad avvicinarsi a questo mondo all’età di 10 anni studiando disegno come autodidatta.

Sceglie poi l’indirizzo figurativo al liceo artistico e nel 2011 frequenta il Manga Campus, una scuola italiana di manga.

Nel 2008 pubblica su un forum il webmanga Lovely Myu, che si conclude nel 2011. Pubblica poi in una fanzine, con Claudia Grillea, Cursed Moon che viene bloccato per occuparsi a tempo pieno del manga Butterfly Effect, iniziato nel 2013.

È molto attiva sui social, soprattutto su Instagram e Tik Tok, in cui potete ammirare i suoi disegni, vedere dei tutorial, avere maggiori informazioni sul manga e i personaggi e conoscere meglio l’artista.

 

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Giulia "Myu" ha gentilmente risposto ad alcune domande su di lei e sulla sua opera che qui riporto. Chi, infatti, meglio di lei può presentarsi e presentare la sua opera?

L'intervista completa a Giulia Della Ciana

Credo sia bello iniziare questa intervista raccontandoci un po’ di te e della tua passione. Da quanto disegni? Come è nata la tua passione per il mondo del fumetto?

Intanto, grazie mille per avermi dato la possibilità di raccontare qualcosa su questo mondo, ancora di nicchia, come quello del manga italiano.

Come quasi tutti i fumettisti o gli illustratori, disegno fin dall'infanzia e come molti bambini amavo i cartoni animati, con una particolare predilezione per quelli giapponesi (anche se alla tenera età di 5/6 anni, ovviamente non avevo idea del loro paese di origine).

Li apprezzavo solo per il modo in cui riuscivano ad intrattenermi, che poi chiaramente ho scoperto essere il risultato di tecniche registiche e narrative tutte giapponesi, ma sarebbe bello che tutti si approcciassero alle opere in questo modo, senza pregiudizi, solo facendosi trasportare da una storia ben costruita ed emozionante.

Tornando alla mia passione per il disegno, con gli anni si unì a quella che avevo per gli anime e quindi finii a disegnare notte e giorno i miei personaggi preferiti, copiando videocassette, riviste e in seguito dvd.

Alle medie scoprii che esistevano delle versioni cartacee dei miei anime preferiti, ovvero i manga e decisi di punto in bianco di farne uno anche io.

Dato che mi resi conto quasi subito che non basta voler fare un fumetto per riuscire a farlo, da persona molto pratica, mi misi a studiare, prima da autodidatta, poi nelle scuole specializzate in tecnica manga ed ora pubblico con una casa editrice.

Com’è nata l’idea per il tuo manga, Butterfly Effect, in vendita su Mangasenpai, e quali sono state le difficoltà che hai trovato nel disegnarlo o nel pensare alla storia?

Butterfly Effect nasce da un periodo abbastanza doloroso e significativo della mia vita, in cui utilizzavo il disegno per sfogarmi di una situazione che non mi permetteva di farlo nella vita reale.

Ma nonostante nasca da un periodo triste, in realtà Butterfly effect è una storia che parla di positività, di trovare il lato buono nelle cose, di imparare dai propri errori, di accettarsi e amarsi. Sono felice quando qualcuno mi dice che la mia storia gli è di conforto, perché il messaggio che voglio mandare è effettivamente di conforto.

Per quanto riguarda le difficoltà nello scrivere o disegnare determinate scene, in realtà non saprei ... più che mai la difficoltà sta nel riuscire a mantenere le scadenze e ad organizzarmi la vita, quando l'imprevisto è sempre dietro l'angolo.

E in un lavoro che, per essere svolto al meglio, richiede una forte concentrazione e stabilità emotiva, gli imprevisti sono ancora di più, perché una semplice giornata storta, potrebbe inibire ore e ore di lavoro.

Tra i personaggi che hai disegnato a quale sei più affezionata e quale ti rispecchia maggiormente?

Il personaggio che mi rispecchia maggiormente è la protagonista, Ania. Anche se forse è più giusto dire che lei, rispecchia la "me" di tanti anni fa: bullizzata, disillusa, che si rinchiude nel disegno perché è l'unico modo che ha per esprimersi senza essere ferita.

Fortunatamente sia io che lei (al punto dove è ora con la storia), siamo maturate molto e abbiamo imparato ad uscire dal guscio senza paura.

Per quanto riguarda il personaggio a cui sono più affezionata, è senza dubbio Steph. Questa ragazza così apparentemente indistruttibile, battagliera, insubordinata, che insegna molto ad Ania all'inizio, ma che nasconde un lato molto fragile, insicuro e sensibile, ribaltando i ruoli e trovando conforto nella forza che lei stessa ha risvegliato in Ania, alla fine.

 

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È in vendita su Mangasenpai anche un gioco, un mix tra il memory e un gioco di ruolo. Com’è nata l’idea?

Il memory è nato da alcune illustrazioni monocromatiche che avevo fatto di tutti personaggi, giusto per creare un feed carino e in scala cromatica su instagram...ma scherzando col mio editore, venne fuori che sembravano delle tesserine del memory e che sua figlia ne aveva uno molto carino che funzionava a punti.

Da lì, la folgorazione. Senza rendercene conto stavamo già progettando un sistema a punti che si basava sulle relazioni tra i personaggi (la caratteristica principale di Butterfly Effect) e sulle varie strategie da adottare, per racimolare o togliere punti all'avversario, a seconda del personaggio che si sta interpretando.

Sui social hai richiesto di supportare la creazione di più storie Lgbt in Italia. Col tuo manga, che appartiene al genere yuri, che messaggio vorresti trasmettere? Hai parlato nei tuoi tik tok del problema delle scan relativamente agli editi. Qual è la situazione dell’editoria in Italia? Quali sono i problemi che impediscono ai fumettisti italiani di emergere?



Come ho accennato, il messaggio principale è quello di essere se stessi, senza reprimersi e circondarsi di persone che ci supportano e ci amano per quello che siamo, perché indossare maschere forse ci rende più sicuri, ma infinitamente più soli. Che è un discorso che secondo me va applicato a tante situazioni nella vita, a prescindere dal proprio orientamento sessuale.

Detto ciò, è chiaro che avere più opere che trattano temi di questo tipo, in modo naturale e  non forzato o stereotipato, aiuta a "normalizzare" nell'immaginario comune, le persone che appartengono alla comunità lgbt, che purtroppo sono ancora fortemente discriminate e viste come "anormali" o stereotipi viventi di rappresentazioni cinematografiche sbagliate.

E i "mangaka italiani" come me ne sanno qualcosa dei pregiudizi e della discriminazione purtroppo, perché la verità è che se già l'editoria del fumetto è in difficoltà, per colpa della diffusione illegale di scan (che inibisce il mercato, perché se una cosa te la danno gratis, chiaramente non la compri) e per l'idea sbagliata che la società ha dei fumetti, ovvero "letture meno impegnate e per ragazzini".

Il settore del manga italiano è ancora più in difficoltà, perché discriminato non solo dalla società bigotta, ma anche da alcuni "addetti ai lavori" (talvolta professori di fumetto o gli stessi colleghi fumettisti), di stampo più "classico", che ripudiano le opere realizzate in tecnica giapponese, definendole spesso e volentieri, "fumetti di serie B, fatti da chi non ha voglia di fare fumetti seri".

Peccato che non sappiano che per fare manga ci sono una serie infinita di regole tecniche (decisamente più numerose di quelle del fumetto occidentale), sia al livello narrativo che grafico, che vanno studiate molto bene e ci vogliono tantissimi anni per apprenderle tutte e riuscire ad applicarle correttamente, in modo personale.

Sempre su i tuoi canali Social fai dei tutorial per imparare a disegnare, indicando anche che non serve il talento. Questo ha spesso dato adito a commenti negativi a seguito del fraintendimento del tuo pensiero. Vuoi spiegarci cosa intendi? Inoltre, che consigli daresti a tutte quelle persone che vogliono iniziare ad entrare nel mondo del fumetto.

Io non credo nel "talento" in cui crede la maggior parte della gente, ovvero questa predisposizione innata che si ha quando si è bravi in qualcosa.

Soprattutto se quel qualcosa è il disegno, che non può fisicamente essere innato, perché non è come il canto che dipende principalmente dall'essere già intonati di natura (che lo studio può comunque migliorare esponenzialmente), non esiste nessuna qualità innata legata solo ed esclusivamente al disegno.

La manualità? Non si ha dalla nascita, la si acquisisce e la si può usare anche per fare ad esempio l'artigiano, lo scultore o il sarto ecc.

La fantasia? Perché non usarla per scrivere racconti, piuttosto che disegnarli? La tenacia? Da quando è una prerogativa del disegno?

E la capacità di apprendimento e di autocritica? O la capacità di osservazione? Ce l'hanno anche gli investigatori o gli psicologi o le mamme molto apprensive.

Insomma, spero si sia capito dove voglio andare a parare: tutte queste capacità servono nel disegno, ma l'applicarle o meno ad esso, è una SCELTA del singolo individuo.

Se poi qualcuno vuole chiamarla "talento" faccia pure ma, da vocabolario, il talento è un'altra cosa.

Molte persone sostengono che due artisti che fanno gli stessi studi e lo stesso percorso non saranno mai bravi ugualmente, quindi il più bravo è quello con più talento, ma se avessero una minima idea di come funziona il disegno, si renderebbero subito conto che è un paragone assurdo, perché ognuno di noi è diverso.

Già sarebbe assurdo che tutti si impegnassero allo stesso modo, ma avere tutte le qualità che ho elencato prima (indispensabili per disegnare), in uguale misura rispetto agli altri, è davvero impossibile.

Senza contare lo stato d'animo, che è importantissimo e l'effetto che ha su ogni artista è sempre diverso, per esempio c'è chi si esprime meglio, quando è felice e chi quando è triste, ma quelle stesse persone avranno comunque momenti di gioia o di tristezza in cui non riusciranno a disegnare.

Dopo tutti questi anni di studio e insegnamento, di "casi" ne ho visti tanti e ormai sono abbastanza convinta del fatto che il talento sia come Dio. C'è chi ci crede e chi no, io personalmente credo solo alla forte volontà di impegnarsi, allo studio ed esercizio costante negli anni, perché sono le uniche cose che ti permettono di migliorare davvero.

Se uno si affida solo al "talento" che casca dal cielo, di sicuro non avrà molti risultati.

Perciò a chiunque voglia approcciarsi a questo mondo vorrei dire di pensare con la propria testa, nessuno ha il diritto dirvi se siete naturalmente portati o meno a disegnare, dipende solo da voi e da quanto seriamente prenderete la didattica e la pratica costante e giornaliera.

Per lavorare in questo settore bisogna fare dei sacrifici, a volte monetari, a volte nei rapporti sociali, a volte psicologici e avere tanta passione, perché è il carburante migliore che c'è.

 

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Ringrazio tanto Giulia per la sua disponibilità, per averci parlato un po’ di lei, delle sue idee e della sua bellissima opera. Mi raccomando sostenetela perché merita davvero.

Il manga e il memory "Butterfly Effect"

Il primo manga pubblicato da Giulia della Ciana è Butterfly Effect, di cui attualmente sono stati pubblicati 10 volumi e 3 cofanetti, che potete trovare al seguente Link assieme al gioco Butterfly Effect Memory Card Game.

La prima pubblicazione del manga  è in formato E-book, edito da Mangasenpai, ed esce il 19 marzo 2014 e a novembre dello stesso anno la pubblicazione cartacea.

Un manga Shōjo, yuri, slice of life particolarmente intimista che racconta la storia di Ania, una bella e dolce ragazza dai lunghi e soffici capelli color prugna.

All’apparenza schiva e gentile, nasconde un carattere indomito e fiero. Da sempre disegnatrice, si rintana nel mondo del disegno dove trova una propria dimensione e pace. Conosce poi Stephanie Grandi, la figlia della Preside, una ragazza emancipata e un po’ ribelle che porterà una ventata d’aria fresca nella sua vita.

Tra le due scatta qualcosa, un lieve battito d'ali di farfalla, che le unirà in un legame particolare, una profonda amicizia e, forse, una segreta passione…

 

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Butterfly Effect Memory Game Card è un gioco nuovo e ingegnoso, nella sua semplicità.

Non si devono semplicemente fare le coppie, ma si interpreta uno dei 4 personaggi principali e, in base al suo rapporto con gli altri, si guadagnano e si perdono punti.

Possono partecipare da 1 a 4 giocatori, interpretando Ania, Steph, Alessio e Dante. Lo scopo è quello di fare coppia, ma a seconda del personaggio interpretato cambia il punteggio ottenuto: esistono infatti bonus e malus, tessere in bianco e nero da 3 punti e la tesserina Micchan, la carta jolly.

La confezione contiene 35 tessere (17 coppie e una carta jolly), le quattro tessere "personaggio" e il regolamento di gioco.

Qui un’anteprima del suo manga che ha pubblicato su YouTube nel 2016 nel suo canale:

e la sigla pubblicata sul canale Wink nel 2018:

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