Ambra Pazzani: oltre la cosplayer c’è di più!

L'intervista a una delle cosplayer più famose e apprezzate d'Italia, tra risultati raggiunti e obiettivi futuri

Quest'oggi per regalarvi un buon fine settimana, siamo lieti di annunciarvi una nuova e deliziosa intervista con una delle cosplayer più importanti d’Italia.

Cleopatra per Ubisoft, dal gioco “Assassin’s Creed – Origins” e Wonder Woman al Comicon di Napoli per l’anteprima del film nel 2017 vi dice qualcosa?O forse è meglio partire dal principio: laureata in Ecobiologia, modella, appassionata di lingue e sarta. Ancora niente?

Bè che dire, allora non sapete davvero cosa vi state perdendo, ecco a voi la nostra bellissima, intelligente e intraprendente Ambra Pazzani.

Prima di lasciarvi all’intervista completa, vi ricordiamo che sul nostro sito potete trovare:

L'intervista completa ad Ambra Pazzani

Ambra Pazzani: sarta, cosplayer, streamer, biologa e chi più ne ha più ne metta. Come e quando è nata la tua passione per il cosplay, così come la tua capacità di esprimerti al meglio sui social?

Ho cominciato a fare cosplay al Romics 2012. Fino a quel momento ho solo visitato le fiere senza conoscere veramente quel mondo. Fu “per colpa” di un mio ex fidanzatino che quell'anno mi unii al suo gruppo e mi trovai nei panni dell'Orochimaru membro dell'Akatsuki, una delle sue versioni meno conosciute. Questo mi ha divertito così tanto che ho deciso di cominciare a fare qualcosa anche per conto mio.

Ai tempi stava cominciando a crescere Instagram, ma c'era ancora tanta diffidenza per questo tipo di social. Fui “costretta” da mia sorella a crearmi un account, ero davvero anti-social, mi domandavo quale potesse essere l'utilità delle storie e mi dicevo: “Ma che gli frega alla gente di quello che faccio io. Mi vergogno!”.

Successivamente, nel 2013, venni contattata da un'azienda che adesso si chiama Epicos, e mi venne chiesto di lavorare per loro con i cosplay. Non ci potevo credere: potevo davvero lavorare con il mio hobby! E a vent'anni, tra università e altre spese, mi avrebbe permesso di guadagnare qualcosina.

Ho cominciato quindi con il fare la figurante nei centri commerciali, o per i bambini, e poi a un certo punto, anche per quello che inconsapevolmente stavo costruendo sui social, hanno iniziato ad arrivarmi inviti dalle fiere per far parte della giuria dei concorsi di cosplay.

Inoltre, sempre in quell'anno, un po' per i soldi che mancavano, un po' perché realizzare un cosplay da sola era sicuramente più gratificante, ho cominciato ad appassionarmi e a studiare sartoria, tanto che la qualità dei miei lavori è sicuramente evoluta.

Avere un hobby che ti appassiona e lavorare con esso è davvero una cosa molto gratificante, ma com'è cambiato il tuo modo di vedere il cosplay adesso che lo fai per professione?

Ovviamente nel momento in cui lavori con il social e ti confronti con esso significa che devi ottenere una certa performance, dopotutto è un lavoro e tu sei “valutato” dalle aziende, dai brand, dai tuoi followers, e devo essere in grado di comunicare un messaggio e fare delle promozioni. Vuol dire che il tuo pubblico non solo deve essere sempre interessato a quello che fai, ma deve essere anche attivo. Per fare una cosa del genere non bisogna essere solo bravi, ma anche fortunati.

La cosa importante, inoltre, non è solo quella di creare contenuti qualitativamente apprezzati, ma che piacciano a te stesso.

Ovviamente è chiaro che ci sono, soprattutto nell'ambito del cosplay, dei contenuti che sono più “iconici” di altri, e che quindi sono conosciuti dalla maggior parte delle persone.

Per esempio se io facessi il cosplay di Super Mario e quello di Saiki di “The disastrous Life of Saiki” (che tra l'altro io ADORO, ce l'ho nel cassetto da un sacco di tempo), la performance del primo sarebbe sicuramente più apprezzata rispetto alla seconda, che sarebbe fatta principalmente per il mio piacere, cosa alla quale comunque io tengo.

Il problema è il tempo! Già faccio fatica a fare quello che dovrei fare, figuriamoci stare appresso al mio hobby.

Se sei una persona che lavora con il cosplay e hai questa passione sincera verso il mondo degli anime e dei manga questa cosa la soffri. Se invece non sei un appassionato, ma lo fai solo per sfruttare la moda del momento, campi benissimo.

Questo lo dico soprattutto perché quello che piace a me è veramente di nicchia, per esempio ho scoperto ultimamente Golden Kamuy, un manga che conosciamo probabilmente solo io e l'autore. Mi piacerebbe farne un cosplay ma... quando trovo il tempo?

 

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Sei ormai diventata un vero e proprio punto di riferimento qui in Italia, e conosciamo i tuoi ruoli principali e ufficiali, come Wonder Woman e Cleopatra (di Assassin's Creed). Ma qual è il ruolo che ti ha rappresentato di più personalmente?

Direi Wonder Woman: mi piace come è venuto fuori e come mi sta addosso. Ma anche dal punto di vista social è stato, sempre inaspettatamente, la svolta che mi ha fatta diventare virale.

Pensa che quando ho fatto il cosplay di Wonder Woman non esistevano neanche reference, e sono stata pure una delle prime cosplayer a farlo.

Oltretutto quel costume lo avrei dovuto fare per un lavoro che però mi è saltato, ma ho deciso di portarlo ugualmente alle fiere dato che ormai lo avevo: non l'ho fatto in via ufficiale, è finito per essere un cosplay fatto per hobby.

Paradossalmente è stato il cosplay che mi ha fatto iniziare a lavorare in maniera più qualitativa e ufficiale con i costumi (è stato il costume che mi ha permesso di presentare l'anteprima del film per Warner Bros al Comicon del 2017).

Da lì è partita questa catena che mi ha fatto avere molti più lavori per brand ufficiali e a crescere sui social.

Quali sono le tre opere che più ti hanno influenzata a livello emotivo?

E' difficile sceglierne tre, perché ognuna nel suo modo ha qualcosa da trasmetterti.

Se devo scegliere la prima è sicuramente Jurassic Park, soprattutto i romanzi: hanno cambiato la mia visione della realtà con la spiegazione della Teoria del Caos.

Poi sicuramente il classicone Harry Potter, che all'inizio mi leggeva mia madre, visto che quando è uscito il primo volume ancora non sapevo leggere. A colpirmi è stata l'evoluzione della saga, dove i primi libri sono poco più di racconti adolescenziali, per giovani, diventando a tutti gli effetti un romanzo per adulti, infatti l'ultimo volume è letteralmente “dark”.

Mi ha appassionato così tanto che per l'ultimo volume non sono riuscita ad aspettare la traduzione italiana e me lo sono fatto spedire direttamente da Londra in inglese.

In tempi più recenti invece direi My Hero Academia. All Might ha rappresentato una spinta in un momento in cui sono stata un po' depressa: tra lo studio per l'università, il lavoro del cosplay, non avevo più tempo per me. Ero diventata ansiosa e nervosa, e in quel momento è spuntato appunto lui che ha rappresentato questa spinta positiva che mi ha dato forza.

Invece per quanto riguarda la mia infanzia un personaggio molto significativo per me è stato Zio Paperone, che per certi versi è molto simile a All Might. Ho addirittura la sua saga autografata da Don Rosa.

E' un grandissimo personaggio. Si è fatto un mazzo così partendo dal niente e da solo, e nella sua evoluzione c'è anche una involuzione, perché si allontana dalla famiglia e perde i valori dell'unione, cosa che riesce a correggere solo quando entrano nella sua vita i nipoti.

Lui è davvero l'emblema dell'uomo che parte dal niente e si è fatto da solo lavorando: non ci sono scorciatoie, c'è solo l'impegno per arrivare al successo.

 

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Qual è stato il progetto più interessante per te e a cui tieni particolarmente?

Forse un posto d'onore ce l'ha Cleopatra: è stato il primo lavoro per il quale io venivo contattata da una casa di videogiochi non solo per presentare gli eventi in via ufficiale, ma anche per fare tutto il costume.

E' stato un salto di qualità incredibile, oltre a essere del tutto inaspettato. Anche perché non avevano il mio numero di telefono, per contattarmi hanno dovuto chiamare Maurizio (Merluzzo, ndr), chiedendogli se fossi stata disposta a lavorare per loro, mentre io accanto stavo esplodendo dall'emozione.

Non ho potuto farlo da sola visti i tempi molto stretti, nel mondo dei videogiochi le notizie cambiano da un momento a un altro, ed ebbi otto giorni per completare il costume. Per forza di cose quindi ho dovuto delegare alcune parti, come la parrucca e alcuni pezzi da stampare in 3D. Assemblando poi tutti i pezzi a lavoro completato.

Sicuramente Cleopatra mi ha permesso di aggiungere un ulteriore tassello alla mia carriera da cosplayer e ottenere esperienza di lavoro di squadra.

Come abbiamo detto sei una biologa. In più hai sempre dimostrato una forte sensibilità al tema della salvaguardia dell'ambiente e della protezione degli animali. E hai anche possibilità di fare informazione sfruttando il gran numero di utenti che ti seguono.

Hai mai pensato di fare divulgazione scientifica percorrendo le impronte di figure come per esempio Barbascura X o Dario Bressanini?

Sì, sì, sì! In maiuscolo e sottolineato tre volte. È una mia passione portata avanti dagli studi e da quando ero piccola. Pensa che da bambina volevo la Fattoria di Nonna Papera e già ho detto tutto.

È una cosa che vorrei fare nella vita, infatti stimo molto e seguo Bressanini e Barbascura. Proprio per quest'ultimo sono stata contentissima quando ho saputo che avrebbe presentato una trasmissione su Dmax, perchè è una cosa che vorrei fare tantissimo anch'io.

Nel mio piccolo mi posso permettere di fare delle condivisioni che mi permettono di sensibilizzare su questi argomenti e fare divulgazione, al contrario non posso permettermi di cambiare totalmente campo d'azione.

È pur vero che avevo dei progetti legati all'ambiente che a causa della pandemia ho dovuto mettere da parte.

Uno tra questi era la creazione di una ONLUS basata sulla divulgazione via social, sono consapevole che l'idea sia buona ma è troppo grande per una persona sola: serve tempo che non ho e una base che va comunque preparata sempre con altro tempo. Ma è sicuramente uno dei miei obiettivi di vita.

Poi un altro progetto può essere “divento ricca e apro un rifugio per animali”.

Passiamo a un altro argomento importante e attuale: sui social non hai mai avuto paura a denunciare gli atti di cyber-bullismo o di “abbordaggio”. Come reagisce l'Ambra social a questi episodi e come reagisce l'Ambra “dietro le quinte”?

Nonostante sia solo una parte, benché marcia, hai dovuto cambiare il tuo rapporto con il resto della community?

Io sono molto fortunata di base, perché la mia community è molto educata e ha accettato senza problemi le regole di comportamento che io ho imposto: oltre un tot non puoi commentare; certe parole non le puoi usare; non voglio niente di volgare.

Questo è come funzionano i miei profili e le persone che mi seguono grossomodo lo rispettano. Su questo sono tranquilla, anche in privato non mi arriva niente di fastidioso.

Purtroppo però i soggetti molesti esistono. Se si tratta di una persona “una tantum” che fa quel passo di troppo, o lo redarguisco e lui si deve scusare, oppure lo blocco e finisce lì, sebbene il bloccare qualcuno e arginarlo è una mia scelta, ma l'inviare determinati contenuti o fare certi commenti non è legale.

C'è però un soggetto che ricorre spesso nelle mie storie, che io conosco da anni e che nell'ambiente cosplay è abbastanza conosciuto (è dal 2016 su Facebook che ho a che fare con lui), che ha questo comportamento patologico e basato sia sul cyber-bullismo sia sulla minaccia fisica.

E' una persona che non vive in Italia ma ha fatto minacce di ogni tipo: venire in Italia, minacce fisiche a me e altre ragazze, diffamazione a mezzo social. Purtroppo negli ultimi tempi è diventato più che molesto e ormai bloccarlo non basta più.

Mi suggeriscono anche di fare il profilo privato, anche se non serve a niente, dato che una delle ragazze che molesta ce l'ha privato da mesi e non è cambiato assolutamente niente. Ma soprattutto io non posso cambiare la mia vita per colpa di un singolo individuo.

Io in pubblico comunque sono abbastanza tranquilla. Cerco di trattare la cosa con la massima discrezione. Non diffondo chat, anche per il fatto che questo tipo di gente si esalta quando c'è una reazione. Quindi chi viene molestato è praticamente costretto a stare buono.

Però quello che lui dice, alla lunga, tutti i giorni, con profili diversi, profili falsi, tutti i suoi tentativi di accedere al tuo profilo, i tentativi di diffamazione: sono cose brutte.

Ti dicono “vabbè è una cosa detta da una persona che neanche vedi”, ma chi non si è trovato in queste situazioni, chiamate STALKING (c'è un nome per questo REATO!!) non realizza che queste sono cose che a un certo punto ti pesano. Non riesci a ignorarle, per quanto tu possa essere una persona con molto sangue freddo.

Sicuramente comunque c'è differenza tra quello che io mostro in pubblico e quello che faccio in privato, sono molto discreta e non parlo spesso dei fatti miei e della mia famiglia.

Però purtroppo esistono individui che vanno oltre e quindi, ed è un consiglio in generale che do, se questo confine viene oltrepassato e non è arginabile: NON ABBIATE TIMORE DI DENUNCIARE. Perché i responsabili devono pagare, e se non vengono fermati poi vanno a dare fastidio a qualcun altro, proprio come sta succedendo a me e alle altre ragazze.

In un recente post, hai parlato di questo tuo ultimo periodo come “stressante” sotto ogni sfaccettatura, aggiungendo inoltre di essere radicalmente cambiata puntando a degli obiettivi importanti che vorresti raggiungere a tutti i costi. Vorresti parlarcene?

Si, è un periodo stressante ma esiste anche lo stress “buono”. Quello di prima era uno stress “negativo” (i discorsi della domanda precedente, ndr).

Lo stress del lavoro per me è uno stress buono, visto che ho la sensazione di fare qualcosa di positivo e produttivo.

Attualmente, per tutta la situazione globale, sto curando molto i miei canali social: Facebook, Instagram, Twitch e anche TikTok quando mi ricordo.

Però sto anche imparando a strutturare e gestire il lavoro social per altri e sto gestendo i profili altrui: faccio anche la Social Media Manager insomma!

Che in realtà, se uno sa farlo come mestiere, è letteralmente lavorare nel settore pubblicitario e ti trovi a ragionare sul profilo della persona che curi, cosa vuoi comunicare, come, a chi, qual è il modo più efficace, e poi ti interfacci con le persone.

Non si tratta di dire alle persone “io ti farò crescere”, si tratta di psicologia di marketing e di attuarla. E questa è una cosa che mi affascina e per la quale bisogna fare gavetta.

Parlando di altro, arriveranno anche cosplay nuovi. Purtroppo non sto scattando neanche più. Non ho proprio tempo! Magari però, chissà, con la prossima stagione di JoJo qualcosa arriverà.

Inoltre tra poco ricominceranno le fiere, che mi mancano tantissimo. Ovviamente in sicurezza! Di Covid ne abbiamo già sentito parlare abbastanza.

In più ci sono tutti i progetti legati all'ambiente di cui abbiamo già parlato e che spero di poter attuare il prima possibile.

E adesso la domanda sulla tua personalissima Top 3.

Non è un segreto, hai un compagno famoso nell'ambiente di YouTube, ma quali sono i tuoi tre youtuber preferiti?

Sicuramente uno che seguo tanto sui social è Barbascura, perché è perfettamente in linea con quelli che sono i miei interessi, quindi mi piace vedere ogni volta i nuovi contenuti che crea. L'ho sentito alcune volte per telefono, anche perché facciamo parte dello stesso Network (Anc Network). Ma mai di persona purtroppo.

Seguo Bressanini anche, quando riesco a ritagliami uno spazio libero nelle mie giornate.

Ma proprio a causa del tempo limitato non ho possibilità di stare su YouTube.

Oltretutto, stando con Maurizio, sono entrata in un giro in cui conosco le persone prima ancora di sapere che cosa fanno. Ti posso dire quindi che apprezzo i contenuti di xMurry, Thomas Hungry e Danny Lazzarin. Ma li conosco personalmente: sono amici.

E quindi bisogna fare una distinzione tra coloro che seguo perché conosco effettivamente la persona che sta dietro al personaggio e quelle per cui sono diventata fan ancor prima di conoscere la persona.

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